Massimo Nesti

LINEE DI FORZA E FIGURA UMANA

Nella mia ricerca sono presenti, in maniera preponderante, due qualità formali come le linee di forza e la figura umana.

Le linee di forza dettano il movimento delle forme nello spazio della composizione; in questo caso vortici, spirali, ellissi, esistono in funzione dell’uomo analizzato in un ambiente scuro e spettrale.
Troverà la salvezza solamente nei fasci di luce che illumineranno il suo corpo, le sue membra e che accarezzeranno il suo carnato...
Nelle prime composizioni la tavolozza presenta le tonalità e la luce dei pittori del Seicento lombardo e, avendo studiato Caravaggio, l’effetto chiaroscurale (che poi si trasformerà in eleganti e delicate cromie ) viene presentato con molta sincerità.

Frequentando il Liceo Artistico e poi l’Accademia a Brera, studiando in maniera molto profonda l’arte dei cosiddetti "geni", ho capito l’importanza del disegno e la libertà di sedersi davanti a un foglio bianco iniziando a costruire, con rette ed ellissi un mio spazio interiore, dominato da equilibri e ritmi dettati dal movimento del braccio e della mano.

Sono attratto dalle forme che si muovono nello spazio circostante, dal loro equilibrio e dalla loro natura.

Mi avvicino sempre più ad una conquista assoluta: una prerogativa, un obbiettivo che voglio sia presente ogni volta che inizio un quadro. Sono affascinato dai volumi sotto la luce e dalle masse che si uniscono dando vita ad altre forme, ad altri corpi.
La roccia diventa albero, muschio, acqua, onda, uomo e natura.

Dopo aver terminato un disegno sento la necessità di accingermi ad un’altra prova, in modo tale da scoprire il comportamento di altri volumi in uno spazio subordinato a diverse linee di forza spendendo naturalmente molte energie, ma avendo la sicurezza di raggiungere con fatica importanti mete come la visione prospettica generale dello spazio e la capacità di dare al disegno un impronta personale, uno stile.

E’ stupendo scoprire il volume e le masse dei corpi in trasformazione, il loro modellarsi e l’equilibrio che hanno con lo spazio.
Testi come "La Divina Commedia" di Dante Alighieri , "La Terra Desolata" di T. S. Eliot, l’Iliade e l’Odissea di Omero, per citarne alcuni, mi hanno dato sempre spunti per la mia pittura, affrontando delle realtà che, anche se scritte nel passato, sono moderne a tutti gli effetti.

Massimo Nesti

THEMES

Massimo Nesti’s artistic expression concentrates on various themes: the very first is the pursuit of contact and fusion between man and nature, the metamorphosis that sees man embrace the natural primordial form after having passed through various stages, and various phases.

On second analysis the continuous struggle of the individual against his fellowmen presents a perplexed man, capable of reacting to the messages of the surrounding environment, yet still full of doubts and uncertainties, disconcerted by the events of the outside world.

Thus emerges a hidden desire of the individual to ask himself whether the road he is travelling is the right one, whether it is worth fighting all the battles or to the contrary whether to set his sights on nature and to blend in with it without causing damage.

The picture of man presented by the artist takes on a closely-woven path full of obstacles and difficulties of every kind and in which he always tends to retrace his steps so as not to betray his conscience and passions.

Materials are moulded and evolve through ellipses and embryonic forms that develop into gestures, hands, bodies and expressions of suffering that are perceived faintly through the composition and which reflect today’s era of violence.

The artist particularly looks to instil and to communicate with the user a sort of equilibrium in the battles, in the struggles, in his studies of vegetable chromia which recall the shades of a wood, a hedge, a leaf: it is a hymn to man's union with nature, to the body in flesh and blood which unites with the tree, to the blood that blends with the sap of the branch.

The various subjects are merged during the battle: the arms which hurl out the fatal blow with ardour, during their movement tend to transform themselves into branches, which, in an unusual embrace, display their green foliage with pride.

The cyclic nature of the individual is here described in a detailed manner by the artist, who follows his own logic of transformation, of change, through the theme of struggle and battle which are resolved first and foremost in a chiaroscuro manner, then with the use of chromia which gradually fade away into the colours of nature, water and earth until they take over completely.

CRITICHE

L'arte di M. Nesti presenta la riscoperta di una tradizione culturale e artistica che affonda le sue radici nel panorama artistico italiano della prima metà del Seicento.

Nel periodo accademico, oltre allo studio approfondito della figura, l'artista prende in esame il colore e la materia nel paesaggio informale.

Dallo studio della natura, egli ricava la percezione di una realtà pervasa da emozione e sentimento.

Nelle opere successive, l'artista riprende, senza esitazioni, le tonalità e le cromie di un realismo nascente in quegli anni, dove avviene una contrapposizione tra accademismo carraccesco e realismo caravaggesco.

Le prime opere, infatti, subiscono maggiormente l'influenza di quest’ultimo e ne sviluppano lo stile, l'uso delle tonalità calde e di volumi che affiorano per mezzo di fasci di luce radente. Si scorge, in questa prima fase, il valore delle radici, esaltando e sostenendo un periodo artistico che va dai primi anni del Rinascimento fino alla rivoluzione di Caravaggio: e qui l'artista si sofferma con passione e dedizione, studiando l'arte del Merisi e tenendo sempre in considerazione la tradizione rinascimentale che aveva fatto riscoprire all'uomo una propria dignità e un peculiare pensiero, svincolato dalla tutela di una teologia imperante. Una rinascita che toccò tutte le sue potenzialità.

La ricerca artistica di M. Nesti comunica, in modo semplice, la situazione di disagio interiore che si percepisce in una società votata alla tecnologia e alla modernità.

Sebbene sia caratterizzata da elementi che riprendono il tema della velocità e del movimento, come le linee di forza, le ellissi, i vortici, l' espressione artistica del pittore si discosta notevolmente dal concetto di velocità futurista.

Il Futurismo, contrapponendosi alla cultura tradizionale, lanciava la sfida di un rinnovamento totale, radicale, nelle arti, nella vita sociale e politica.

Tale mutamento era considerato inevitabile, direttamente collegato con la nuova realtà della civiltà industriale, dominata dalla macchina, dai miti della velocità e del progresso.

Nell'opera dell'artista in questione, non si ha un vero e proprio parallelismo con il pensiero del movimento futurista; nell'impostare un quadro egli usa elementi geometrici come ellissi, curve, che danno alla composizione una struttura dinamica.

La differenza è che, in questo caso, l'uomo è presentato sempre in lotta con gli altri e con se stesso.

E' un'immagine che è ripetuta spesso, trasmettendo una realtà (presente e passata) di sgomento, nutrita di violenza.

In queste opere l'evoluzione embrionale si sostituisce alla fredda macchina futurista ed è proposta come un momento di transizione, dove l'uomo passa da uno stadio formale ad un principio di natura.

Nelle opere traspare sempre più un ripetersi di fenomeni che interessano in maniera stretta uomo e natura. Le scene di battaglia che descrivono la sofferenza, la crudeltà e la condizione attuale, sono un veicolo che condurrà a una condizione di vita migliore.

Il concetto di realtà è qui analizzato pensando a dei momenti storici paralleli; le varie scene di lotta portano la mente a soffermarsi su momenti epici di eroi antichi e nello stesso tempo su realtà moderne e su avvenimenti che accadono nella realtà presente, con masse di gente protagoniste coinvolte in fasi violente e concitate.

I dipinti hanno una loro narrazione, un loro racconto antico o attuale; l'uomo è raffigurato in movimento, in evoluzione, in posizione di lotta o di difesa; vuole cambiare trasportandosi in realtà differenti e migliori, dove non ha bisogno di scansare gli altri suoi simili, ma piuttosto ritrova lo spirito di unirsi e amalgamarsi a loro.

Nei movimenti le figure trovano una trasformazione naturale; un percorso ciclico diventa la loro caratteristica principale: il binomio uomo-natura diventa imperante.

Il singolo individuo dopo le fasi della lotta si appresta a sposare gli elementi naturali come l'acqua, il fuoco, la roccia, la terra.

La ricerca dell'artista compie un passo notevole: le cromie caravaggesche mutano in tonalità espressioniste, colori accesi si distinguono negli elementi naturali e comunicano l'unione dell'uomo con essi.

Le forme embrionali mutano, diventano acqua, roccia. La figura incontra la natura, assorbe la sua forma, il suo spirito, ne acquista le proprietà, giungendo al termine e all'inizio di un ciclo dove si muore e si rinasce attraverso la materia.

REVIEW

Massimo Nesti's art presents the rediscovery of a cultural and artistic tradition that has its roots in the Italian artistic panorama of the first half of the seventeenth century (Seicento).

In the academic term, in addition to a detailed study of the figure, the artist examines colour and material in the informal landscape.

Through his study of nature, he derives the perception of a reality imbued with emotion and feeling.

In subsequent works, the artist reproduces without hesitation the shades and the colours of realism emerging in those years, where there is a contrast between Carracci's academism and Caravaggio's realism.

Indeed, his early works are greatly influenced by the latter and develop the style, the use of warm tones and volumes that emerge through radiating beams of light. The value of roots is evident in this early phase, enhancing and sustaining an artistic period ranging from early Renaissance to the revolution of Caravaggio: and here the artist dwells with passion and dedication, studying the art of Merisi and always taking into consideration the tradition of the Renaissance in which man rediscovered his own dignity and a particular way of thinking which were not linked with theology. A rebirth that influenced all his capabilities.

The artistic research of Massimo Nesti communicates, in a simple manner, the inner unease that is perceived in a society consecrated to technology and modernity.

Although it is characterised by elements that take up once again the element of speed and movement, like lines of force, ellipses and vortices, the artistic expression of the artist deviates substantially from the futuristic concept of speed.

Futurism, as opposed to traditional culture, launched the challenge of a complete and radical renovation, in the arts, as well as in social and political life.

Such a change was considered inevitable, and directly linked to the new reality of the industrial civilisation, dominated by machines, by the myths of speed and progress.

In the works of this artist, there is no true parallel with the thought of the futuristic movement; to set a framework, he uses geometric elements such as ellipses and curves which give a dynamic structure to the composition.

The difference is that, in this case, man is presented in a continuous struggle with others and with himself.

This is an image which is often repeated, and transmits a reality, both present and past, of fear, fed by violence.

In these works the embryonic evolution replaces the cold futuristic machine and is proposed as a transition, where man passes from a formal stage to a principle of nature.

Increasingly reflected in the works is a recurrence of phenomena which are closely linked to man and nature. The battle scenes that demonstrate the suffering, the cruelty and the present condition, are a means that will lead to better living conditions.

The concept of reality is analysed here against a background of parallel historical moments; the various scenes of battle compel the mind to dwell on epic moments of ancient heroes and at the same time on modern realities and events which take place in the present, with crowds of protagonists involved in violent and agitated phases.

The paintings have their own narrative, their own ancient and present tale; man is depicted in motion, in evolution, changing between a position of struggle or defence; he wants to change by transporting himself to different and better realities, where he does not need to avoid his other fellow men, but rather finds the spirit to join and become part of them.

In their movements, figures find a natural transformation; their main feature becomes a cyclic path: the pairing of man and nature becomes dominant.

After his phase of struggle, the individual prepares himself to join the natural elements such as water, fire, rock and earth.

The artist’s research makes a significant step: the colours of Caravaggio change to expressionist hues; vibrant colours stand out in natural elements and communicate man's union with them.

The embryonic forms mutate, and become water and rock. The figure meets nature, absorbs its shape and its spirit, acquires its properties, arriving to the end and the beginning of a cycle where the figure dies and is reborn through matter.

MOSTRE COLLETTIVE E PERSONALI

Dal 1992 al 1994:
•  Centro Culturale "Ezio Vanoni" - Lodi
•  Galleria d’Arte "Il Castello" - Brera Arte Giovane - Milano
•  Centro Culturale "Pasolini" - Muggiò (Mi)
•  Centro artistico culturale "Proposte d’Arte" - Milano
•  "Nuova Organizzazione Arte", 11 Artisti, 3a Mostra Intinerante - Milano
•  "Tannan Art Festval 1994 Takefu" - Tokio

Dal 2000 al 2001:
•  "Miniaci Art Gallery" - Positano (SA)
•  "Miniaci Art Gallery" - Milano

2002:
•  "Galerie Bertrand Kass" - Innsbruck, con il Patrocinio degli Istituti Italiani di Cultura ad Innsbruck e Vienna
•  "Villa Pallavicini", Via Meucci, 3 - Milano (Personale)
•  "Internet Point", Via Teodosio 19 - Milano (Personale)

2003:
•  "Banca Popolare di Novara", Via Neuroni, 11 - Novara (Personale)
•  "Esposizione collettiva al Castello Sangallo di Nettuno" - Roma
•  "Galleria Logos" - Roma
•  "Galleria Renzo Cortina - Nuove proposte/3" - Milano
•  "Les Nouveau", mostra collettiva di pittura - presso il Golem Cafè di Bologna

2004:
•  "Esposizione collettiva all’Associazione Musicale Replay" - Milano
•  "Associazione ex Martinitt" - 15° Mostra Collettiva di pittori milanesi - Milano
•  "Mostra collettiva di pittura presso il Sea Park Hotel - Giulianova (TE)
•  "Vitate", partecipazione alla Fiera d’arte - Viterbo
•  "Mostra collettiva di pittura" - Alba Adriatica (TE)
•  Partecipazione alla Borsa della Cultura presso il Museo “La Civitella” - Chieti

2005: 
•  Associazione "ex Martinitt" - 16° Mostra Collettiva di pittori milanesi - Milano
•  Esposizione collettiva alla "Galleria Sassetti", Via Volturno, 35 - Milano
•  "Miti e icone dell’epoca moderna" in collaborazione con artdreamguide presso Galleria Renzo Cortina - Milano

2006: 
•  Esposizione al "Palazzo 100 firme" in collaborazione con la "Galleria Centroparete" - Lissone (MI)

2009:
•  "Expo Ex" con il Patrocinio del Comune di Senigallia - Senigallia (AN) 

2010:  
• "Palazzo Baviera" - collettiva, Patrocinio del Comune di Senigallia - Senigallia (AN)